Dottrina Sarkozy
La Francia ha subito le sue più gravi perdite dall’inizio della guerra in Afghanistan, ma la morte per mano dei talebani di dieci soldati di Parigi non ferma la “totale determinazione” di Nicolas Sarkozy. Il presidente francese ieri ha annunciato il suo arrivo nella capitale afghana per assicurare ai militari che “la Francia è al loro fianco”.

La Francia ha subito le sue più gravi perdite dall’inizio della guerra in Afghanistan, ma la morte per mano dei talebani di dieci soldati di Parigi non ferma la “totale determinazione” di Nicolas Sarkozy. Il presidente francese ieri ha annunciato il suo arrivo nella capitale afghana per assicurare ai militari che “la Francia è al loro fianco” e dimostrare la volontà di proseguire l’impegno per sconfiggere il terrore. Nessun piagnisteo, perché la guerra è guerra, anche se è asimmetrica o fatta di imboscate e attentati. Nessun nascondersi dietro missioni di pace: i soldati sono in Afghanistan per combattere i talebani e sono stati uccisi compiendo “il loro dovere fino al sacrificio supremo”.
Nessun vociferare di ritiro o di riduzione del contingente, ma la conferma della promessa fatta al vertice della Nato di Bucarest in aprile che un battaglione in più sarà presente per rafforzare la missione Isaf. “La Francia è risoluta nel proseguire la lotta contro il terrorismo, per la democrazia e per la libertà”, ha detto ieri Sarkozy: “La causa è giusta, ne va dell’onore della Francia e delle sue forze armate di difenderla”. In altre parole, sostenere l’Afghanistan nel suo abbozzo di democrazia e stabilizzazione rende necessaria questa guerra, per quanto lunga, dolorosa e drammatica. Come ha più volte spiegato Sarkozy, “è dovere di tutti i democratici aiutare il popolo afghano. La sua vittoria è la vittoria di un mondo libero” contro il totalitarismo islamista e a favore di un islam di pace e tolleranza.
Volando immediatamente a Kabul, come a Mosca dieci giorni fa per interrompere l’aggressione russa contro la Georgia, Sarkozy accenna all’Europa che non c’è: gli Stati Uniti d’Europa con obiettivi geostrategici chiari, valori davvero universali e la schiena dritta. Mentre Germania, Italia e Spagna si trincerano nelle regioni pacifiche in Afghanistan, i francesi, i britannici e gli est europei combattono – e muoiono – al fianco degli americani nel sud e nell’est afghani. Mentre a Berlino si litiga sulla politica russa, Roma è in vacanza alle Maldive e Madrid se ne infischia, Sarkozy strappa un cessate il fuoco alla Russia, Londra minaccia le relazioni con Mosca e la Nuova Europa corre in soccorso a Tbilisi. L’Europa e la sua politica estera rimarranno uno sogno fino a quando tutti i suoi membri non capiranno che, in questo mondo di nuove potenze e persistente islamismo, ci vuole una leadership coraggiosa come quella di Sarkozy.